Il tratto dorsale: le fratture vertebrali

  • 09. Nov. 24
Il tratto dorsale: le fratture vertebrali

Esplora in dettaglio le fratture vertebrali del tratto dorsale, distinguendo tra fratture mieliche e amieliche e le loro implicazioni per il sistema osseo, muscolare e nervoso. Scopri i trattamenti offerti sia nei centri specializzati sia nei centri di fisioterapia, come il Centro di Fisioterapia ed Osteopatia di Roma Balduina.

Il tratto dorsale: le fratture vertebrali

Scopriamo insieme come gestire tale condizione presso il nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina

• Introduzione
• Classificazione delle fratture dorsali
• Fratture dorsali: rimedi e cure
• Le tempistiche di guarigione delle fratture vertebrali dorsali
• Frattura vertebrale dorsale: trattamento conservativo
• Bibliografia

Introduzione

Le fratture vertebrali presentano un'incidenza inferiore rispetto ad altre ossa, come il radio nel caso del polso, la tibia per la gamba o l'olecrano dell'ulna nelle fratture del gomito. Poiché in questo articolo ci concentreremo sul tratto dorsale, è importante rendere noto come le fratture a carico della porzione dorso-lombare costituiscono circa l'80% di tutte le lesioni che tendono a svilupparsi lungo la colonna vertebrale.

Le fratture vertebrali del tratto dorsale possono comportare conseguenze molto serie, come lesioni al midollo spinale e paralisi degli arti inferiori. A tal proposito, è poco comune che queste condizioni cliniche rilevanti vengano trattate in piccoli studi privati di fisioterapia, poiché solitamente questi pazienti vengono presi in carico da centri specializzati in riabilitazione neurologica intensiva. Le conseguenze più gravi si verificano nelle fratture vertebrali definite "mieliche", poiché vi è un coinvolgimento del midollo spinale.

Nei centri privati di fisioterapia, come il Centro di Fisioterapia ed Osteopatia presso Roma Balduina, si trattano principalmente le "fratture dorsali amieliche", che, come indica il termine, non comportano danni a carico del midollo spinale. La distinzione tra frattura mielica e amielica, ottenuta dall'anamnesi medica, è cruciale poiché influisce in modo significativo sull'inquadramento clinico, sulla prognosi e sul percorso terapeutico da seguire.
In questo articolo, iniziando dall’anatomia e dalla fisiologia del tratto dorsale, discuteremo di questa tipologia di fratture, delle possibili conseguenze sul sistema osseo, muscolare e nervoso, fino a saggiare alcune modalità di trattamento.

Classificazione delle fratture dorsali

Esistono numerose tipologie di classificazioni riguardanti le fratture vertebrali. Pertanto, durante la stesura di questo articolo, abbiamo scelto di presentare una classificazione che considera anche l'aspetto prognostico in relazione ai possibili danni a carico dei dischi intervertebrali adiacenti alla vertebra lesionata:

Fratture del corpo vertebrale:
 Fratture discoarticolari: la lesione coinvolge sia il disco che la superficie osteocartilaginea;
 Fratture somatiche: la lesione è a carico del corpo vertebrale;
 Fratture discosomatiche: la lesione è limitata al corpo vertebrale che il disco;

Fratture dell’arco vertebrale: a seconda della parte dell’arco vertebrale lesionata, si suddividono in:
 Fratture apofisarie;
 Fratture delle lamine;
 Fratture dei peduncoli;
 Fratture degli istmi;

Fratture del corpo e dell’arco vertebrale, note anche come fratture totali:
 Fratture senza lussazione;
 Fratture con lussazione, con rischio di lesione midollare.
Ogni tipo di frattura ha una prognosi differente, che può variare dal semplice riposo a letto per permettere la calcificazione della lesione ossea, fino al ricovero in un centro neurologico specializzato, al fine di ottimizzare il recupero dopo una o più lesioni al midollo spinale.

Fratture dorsali: rimedi e cure

Le fratture del tratto dorsale vengono trattate con un periodo di immobilizzazione che può variare da tre settimane fino a tre mesi, seguito da un ciclo fisioterapico. Nei casi più gravi, in cui la frattura è scomposta, si ricorre a un intervento chirurgico per consentire una calcificazione il più possibile fisiologica.
In questo paragrafo discuteremo del periodo variabile di immobilizzazione in relazione al tipo di frattura, mentre nel paragrafo successivo tratteremo il percorso fisioterapico più consono.

Le tempistiche di guarigione delle fratture vertebrali dorsali

Il primo aspetto cruciale riguardo le tempistiche di guarigione è se il midollo spinale sia coinvolto o meno. In questo articolo esamineremo le fratture amieliche, cioè quelle che non presentano compromissione midollare, in cui il percorso terapeutico varia in base alla posizione della lesione anatomica. Ad esempio:

• Fratture del corpo vertebrale: si procede con la fase di riduzione chirurgica della frattura solo nei casi di notevole schiacciamento; in altri casi sarà sufficiente un’immobilizzazione con un corsetto gessato per circa 30 giorni da trascorrere a riposo, in modo da evitare carichi sulla colonna. Successivamente, il paziente può iniziare a camminare dopo circa due mesi, supportato da un busto rigido. Se si tratta di una frattura lieve, ci si può servire del busto rigido per circa 3 mesi, evitando così l’allettamento totale. Dopo questo periodo, si inizia con la fisioterapia, la quale si concentra principalmente sulla rieducazione motoria del paziente verso la riacquisizione del movimento corretto.
• Fratture discoarticolari: vengono trattate con immobilizzazione ottenuta tramite busto rigido o gessato per poco più di un mese, seguita dal ciclo fisioterapico.
• Fratture totali: è fondamentale un’immobilizzazione con un busto gessato anche per circa 3 mesi, dopo il quale si inizia a programmare il ciclo fisioterapico. In alcuni casi, si decide di stabilizzare la frattura servendosi del trattamento chirurgico per garantire che non ci siano spostamenti dei segmenti ossei durante il periodo di immobilizzazione.

Frattura vertebrale dorsale: trattamento conservativo

Come evidenziato nel paragrafo precedente, tutte le immobilizzazioni culminano con l'inizio di un ciclo fisioterapico; in effetti, in molti casi l'intervento del fisioterapista inizia già nella fase finale del periodo di allettamento, occupandosi, ad esempio, delle mobilizzazioni degli arti. Ma adesso vediamo insieme in cosa consiste il trattamento fisioterapico, quali sono le tecniche più comunemente utilizzate e quali obiettivi vengono posti durante il conseguimento del ciclo riabilitativo.

La fisioterapia successiva a frattura vertebrale lombare amielica ha l'obiettivo di rieducare il paziente al corretto movimento del corpo, principalmente della colonna, per garantire una rapida ripresa delle attività quotidiane, favorendo il recupero della mobilità in maniera precoce.

Nei casi meno gravi, in cui il paziente si trova in condizioni fisiche e mentali ottimali e riceve assistenza da un fisioterapista qualificato, potrà raggiungere un recupero neuromuscolare completo.

Nelle prime fasi del ciclo riabilitativo, come svolto presso lo Studio di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina, il fisioterapista attuerà un trattamento mirato sulla riduzione del dolore e sul controllo dell'infiammazione. In aggiunta alle tecniche di terapia manuale, come le mobilizzazioni articolari e la massoterapia, nei casi in cui sia possibile verranno utilizzati dei mezzi fisici ad alta tecnologia che contribuiscono ad accelerare i tempi di guarigione del tessuto coinvolto, come:
- Tecarterapia;
- Interix;
- Ultrasuoni;
- Laser ad alta potenza;
- Pompa magnetica;
Dopo alcune sedute, si inizia a impostare un programma di esercizi terapeutici specifici, ove il paziente potrà recuperare la forza e il tono-trofismo muscolare della muscolatura stabilizzatrice del tronco, che comprende: i muscoli paravertebrali (ai lati della colonna) e i muscoli della porzione anteriore del tronco, come il muscolo trasverso dell’addome. Questo è un momento molto importante del percorso terapeutico, per tale motivo gli esercizi proposti devono essere eseguiti correttamente per evitare compensi e il loro dosaggio è di fondamentale importanza per rendere l'esercizio sufficientemente faticoso da risultare allenante. Il fisioterapista specializzato utilizza schemi precisi, come il diagramma di Oddvar Holten, per programmare il carico, la durata e il numero di serie adatte al paziente.

Avanzando con le sedute, verranno introdotti esercizi per migliorare l'equilibrio e la propriocezione. Nella fase iniziale, gli esercizi vengono eseguiti a corpo libero e, progredendo, il fisioterapista introduce delle resistenze attraverso l’utilizzo di ausili come: pesi, elastici e la tavoletta oscillante di Freeman.

L'ultima fase del trattamento conservativo prevede l'ottimizzazione della funzionalità del tronco, includendo esercizi mirati a perfezionare i movimenti di torsione, flessione, rotazione ed estensione che il paziente dovrà effettuare durante le sue normali attività quotidiane.

Le fratture del tratto dorsale si verificano frequentemente in persone anziane affette da osteoporosi, una patologia reumatica caratterizzata da una diminuzione della densità ossea e, conseguentemente, aumentando la fragilità di tali strutture. È evidente che non sempre è possibile raggiungere un recupero completo della condizione, ma è fondamentale ottenere ciò che è possibile.
Per ottenere risultati ottimali, spesso non è sufficiente l'intervento del solo fisioterapista, ma sarà necessario un approccio integrato di più figure professionali affinché si possa ottenere il massimo della condizione per il paziente interessato: dal dietologo allo psicologo, dall'ortopedico al trattamento farmacologico. Il lavoro di squadra è essenziale e si può trovare solo nei migliori Centri fisioterapici.

 

BIBLIOGRAFIA

Capdevila-Reniu A, Navarro-López M, López-Soto A. Osteoporotic vertebral fractures: A diagnostic challenge in the 21st century. Rev Clin Esp (Barc). 2021 Feb;221(2):118-124. doi: 10.1016/j.rceng.2019.09.013. Epub 2020 Apr 3. PMID: 33998487.

Spiegl UJ, Fischer K, Schmidt J, Schnoor J, Delank S, Josten C, Schulte T, Heyde CE. The Conservative Treatment of Traumatic Thoracolumbar Vertebral Fractures. Dtsch Arztebl Int. 2018 Oct 19;115(42):697-704. doi: 10.3238/arztebl.2018.0697. PMID: 30479250; PMCID: PMC6280041.

Hai bisogno di aiuto?

Contattaci su Whatsapp