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Pubalgia e muscolo ileopsoas: correlazione e cura
La pubalgia è una patologia muscoloscheletrica dolorosa che colpisce l’area del pube ed è molto comune tra gli sportivi, in particolare in discipline come calcio, atletica, ciclismo e rugby. Questo disturbo è spesso legato a un sovraccarico dei muscoli flessori dell’anca, tra cui il muscolo ileopsoas, il cui ruolo è centrale nello sviluppo e nel trattamento del dolore pubico. In questo articolo approfondiamo cos’è la pubalgia, le sue cause principali e le strategie fisioterapiche più efficaci per gestirla. Un focus particolare è dedicato all’allungamento dello psoas, fondamentale per la prevenzione e la riabilitazione nei casi di pubalgia, soprattutto negli sportivi.
Pubalgia e muscolo ileopsoas: correlazione e cura
Analizziamo insieme come questo muscolo può essere causa di insorgenza di pubalgia e come gestiamo tale condizione presso il nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina.
• Introduzione
• Cos’è la pubalgia e quali sono le cause?
• Cos’è il pube? E cos’è la sinfisi pubica?
• Quali muscoli si inseriscono sul pube?
• Perché il muscolo ileopsoas può causare pubalgia?
• Come si cura una pubalgia causata da una disfunzione dell'ileopsoas?
• Bibliografia

Introduzione
La pubalgia è una delle condizioni muscoloscheletriche più frequentemente trattate negli studi fisioterapici. Si tratta di una patologia che può colpire persone di tutte le età — adulti, giovani e anziani — ma è particolarmente diffusa tra gli sportivi. In particolare, chi pratica sport che coinvolgono intensamente i muscoli flessori dell’anca e della coscia, come atletica, calcio, rugby, ciclismo, canottaggio, sollevamento pesi o danza, è più esposto al rischio di sviluppare pubalgia.
I bambini, invece, risultano meno soggetti a questa condizione dolorosa. Il motivo risiede nella maggiore elasticità del loro tessuto connettivo che, in fase di sviluppo, rende meno probabile l’insorgenza di infiammazioni muscolo-tendinee.
Come suggerisce il titolo, in questo articolo approfondiremo cos’è la pubalgia, quali sono le principali cause che la scatenano, e ci concentreremo in particolare sul ruolo del muscolo ileopsoas.
Nella seconda parte, analizzeremo l’approccio riabilitativo, con un focus specifico sull’importanza dell’allungamento dello psoas nella gestione del dolore pubico. Buona lettura!
Cos’è la pubalgia e quali sono le cause?
Il termine pubalgia deriva dall’unione di “pube” e “algia”, che significa dolore. Indica quindi un dolore localizzato nella zona pubica, generalmente di origine muscolo-tendinea. Sebbene spesso sia circoscritto, in alcuni casi il dolore può irradiarsi verso la zona addominale, l’interno coscia o lungo la coscia stessa.
La pubalgia è considerata una patologia multifattoriale: ad oggi sono state identificate circa 70 possibili cause. Questo elevato numero è legato alla complessità anatomica della regione pubica, che rappresenta il punto di inserzione di numerosi muscoli e tendini appartenenti a distretti corporei diversi, come gli addominali e gli adduttori dell’arto inferiore — come approfondiremo nel paragrafo dedicato all’anatomia.
Tra le cause più frequenti troviamo il sovraccarico funzionale: una condizione in cui microtraumi ripetuti nel tempo portano a modificazioni e infiammazioni a carico delle strutture tendinee che si inseriscono sul pube. Questo sovraccarico può essere favorito da diversi fattori, tra cui:
• squilibri muscolari tra addominali e muscoli del bacino,
• postura scorretta,
• tipo di attività sportiva praticata,
• problematiche alla colonna vertebrale,
• interventi chirurgici nella zona pelvica o addominale.
È importante sottolineare che la diagnosi deve essere sempre formulata da un medico ortopedico. Il fisioterapista, invece, ha il compito di effettuare una valutazione funzionale approfondita prima di iniziare qualsiasi trattamento, per individuare la strategia terapeutica più efficace e aiutare il paziente a ridurre il dolore e tornare alle attività quotidiane nel minor tempo possibile.
Cos’è il pube? E cos’è la sinfisi pubica?
Il pube è una delle tre ossa che compongono il bacino, insieme all’ileo e all’ischio. Si trova nella parte anteriore e inferiore della pelvi. La sinfisi pubica, invece, è l’articolazione che connette le due ossa pubiche nella parte anteriore del bacino. Questa giunzione è costituita da:
• Un disco interpubico in fibrocartilagine, che funge da cuscinetto tra le superfici articolari;
• Cartilagine ialina, che riveste le superfici ossee in contatto;
• Legamenti di rinforzo, in particolare il legamento pubico superiore e il legamento pubico inferiore (noto anche come legamento arcuato del pube), che stabilizzano l’articolazione.
Questa struttura anatomica, pur essendo stabile nella vita quotidiana, in gravidanza subisce modificazioni fisiologiche che la rendono più flessibile, ma anche più suscettibile a dolore e infiammazione.
Quali muscoli si inseriscono sul pube?
Il pube rappresenta un punto di inserzione fondamentale per diversi muscoli. Quando uno o più di questi muscoli presentano un’alterazione funzionale come contratture, squilibri o infiammazioni, possono diventare fonte di pubalgia. Questo spiega il gran numero di cause associate a questa condizione. I principali muscoli che si inseriscono sul pube sono:
• Muscolo pettineo: origina dall’eminenza pubica e cresta pettinea, si inserisce sulla linea pettinea ed aspra del femore;
• Muscolo gracile: origina dalla branca ischio-pubica e si inserisce a livello della faccia antero-mediale e prossimale della tibia, per formare la cosidetta ‘zampa d’oca’ insieme ad altri due tendini, quali: semitendinoso e sartorio;
• Muscoli adduttori dell’anca:
1. Adduttore breve: origina dalla faccia antero-mediale del ramo superiore del pube e si inserisce sul terzo mediale della linea aspra del femore;
2. Adduttore lungo: origina dal ramo superiore del pube e si inserisce sul terzo medio della linea aspra del femore;
3. Adduttore grande: origina dalla faccia anteriore del ramo inferiore del pube e dal ramo dell’ischio, e si inserisce sulla linea aspra e sul tubercolo adduttorio del femore
4. Adduttore piccolo: nasce dal ramo inferiore del pube e si inserisce sul margine mediale della linea aspra del femore.
• Muscolo retto dell’addome: uno dei principali muscoli della parete addominale, origina dalla gabbia toracica e si inserisce direttamente sulla cresta pubica.
La presenza di così tante strutture muscolari nella stessa area spiega perché la valutazione clinica della pubalgia debba sempre essere personalizzata: ogni paziente può manifestare sintomi legati a muscoli differenti, e il trattamento fisioterapico deve tenere conto di queste variabili per essere realmente efficace.
Perché il muscolo ileopsoas può causare pubalgia?
Il muscolo ileopsoas è una struttura particolarmente importante, tanto da risultare l’unico muscolo che mette in collegamento diretto la colonna vertebrale con l’arto inferiore. Dal punto di vista anatomico, è formato da due distinti ventri muscolari:
• Muscolo grande psoas: origina dalla 12ª vertebra toracica e prime 4 vertebre lombari;
• Muscolo iliaco: prende origine dal bacino, in particolare dalla fossa iliaca;
Questi due muscoli si fondono lungo il loro decorso e si inseriscono sul piccolo trocantere del femore, una prominenza ossea situata nella parte prossimale e interna dell’osso della coscia. Per la sua estensione e per le articolazioni che attraversa, l’ileopsoas viene definito un muscolo bi-articolare. Dal punto di vista funzionale, l’ileopsoas svolge diverse azioni:
• Flette il tronco sul bacino, facendo perno sul piccolo trocantere;
• Partecipa alla flessione e all’extra-rotazione dell’anca, facendo perno sulla colonna e bacino;
• Contribuisce, in minima parte, all’inclinazione laterale del tronco dal proprio lato di attivazione e lo ruota dal lato opposto se prende punto fisso sul femore;
Il suo decorso passa lateralmente alla sinfisi pubica e medialmente all’articolazione dell’anca, il che lo rende potenzialmente coinvolto nei casi di pubalgia, soprattutto se presenta disfunzioni, come:
- Sovraccarico funzionale (tipico negli sportivi);
- Accorciamento muscolare;
- Rigidità miofasciale;
Quando l’ileopsoas è contratto o infiammato, può generare dolore irradiato verso la zona pubica o inguinale, contribuendo ai sintomi tipici della pubalgia.
Come si valuta l’ileopsoas?
Oltre alla palpazione manuale, esistono diversi test clinici specifici per valutare se l’ileopsoas sia coinvolto nel dolore pubico. Uno dei più utilizzati è il 'Test in flessione attiva d’anca', il paziente è, in posizione supina (pancia in su), con la gamba estesa e chiederemo di sollevare l’arto inferiore con ginocchio esteso, posizionato in leggera extra-rotaziuone di anca. Se durante l’esecuzione il paziente avverte dolore in zona pubica o inguinale, il test è considerato positivo, suggerendo un possibile coinvolgimento dell’ileopsoas.
Come curare una pubalgia causata da disfunzione dell'ileopsoas?
Il trattamento della pubalgia causata da una disfunzione dell’ileopsoas, come avviene presso il nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina, inizia con una valutazione accurata da parte dell’operatore, che deve identificare la causa alla base del problema. Per capire perché l’ileopsoas presenta una disfunzione, è fondamentale esaminare vari fattori che potrebbero essere alla radice del dolore.
Alcune delle cause comuni di disfunzione dell'ileopsoas includono:
Problematiche posturali: un’errata postura o un atteggiamento non ergonomico, sia in ambito lavorativo che quotidiano, può generare un sovraccarico muscolare e un accorciamento dell’ileopsoas, che a sua volta provoca la sintomatologia;
Cause infettive: l’ileopsoas origina dalla colonna vertebrale e, dato che la fascia del muscolo si estende dall’arco lombo-costale mediale fino alla coscia, infezioni suppurative della colonna vertebrale possono invadere la zona della coscia lungo il percorso del ventre muscolare, causando infiammazione e dolore;
Sovraccarico muscolare da overuse: una causa comune tra gli sportivi, in particolare per chi pratica sport da corsa, come: calcio o maratone, dove persiste una rapida e ripetuta flessione dell’arto inferiore durante la prestazione. Pertanto, il ripetuto sforzo potrebbe sovraccaricare o addirittura lesionare questo muscolo;
Eventi traumatici su colonna o bacino: questi possono alterare i punti di origine ed inserzione dell’ileopsoas, influenzando negativamente la corretta biomeccanica muscolare;
Strappi muscolari: anche chi non pratica sport intensi può incorrere in strappi muscolari. Attività quotidiane, come sollevare pesi o movimenti improvvisi, possono essere causa di contratture o strappi dell’ileopsoas, determinandone l’insorgenza della pubalgia;
La terapia per la pubalgia causata da disfunzioni dell’ileopsoas varia a seconda della causa identificata. Un approccio fisioterapico personalizzato è essenziale per trattare e risolvere il problema in maniera mirata. Ad oggi, non esiste una cura unica per le disfunzioni del muscolo ileopsoas, poiché ogni paziente può presentare cause differenti alla base del dolore. Per questo motivo, il percorso riabilitativo deve essere sempre personalizzato, in funzione della diagnosi e delle caratteristiche individuali del paziente.
Tuttavia, ci sono alcune strategie fisioterapiche comuni che vengono quasi sempre adottate nel trattamento dell’ileopsoas, tra cui:
- Mobilizzazioni profonde del muscolo;
- Esercizi di stretching o allungamento muscolare;
- Esercizi per il recupero della forza muscolare;
- Posture attive e passive per il riequilibrio posturale globale.

Tra queste, gli esercizi di allungamento dell’ileopsoas si dimostrano spesso fondamentali nella gestione e risoluzione della pubalgia. Uno degli esercizi più utilizzati consiste nel seguente:
Esercizio di stretching dell’ileopsoas: da sdraiati su un letto o tappetino, si porta al petto il ginocchio della gamba controlaterale, mantenendo distesa l’altra gamba. Se la tensione muscolare non è sufficiente, si può far scendere la gamba distesa al di fuori del letto, incrementando così l’estensione dell’anca allungando ulteriormente le fibre muscolari dell’ileopsoas. Questo tipo di esercizio può essere particolarmente efficace per ridurre la tensione muscolare, migliorare la mobilità e contribuire alla scomparsa del dolore pubico.
Se anche tu presenti dolore a livello dell’inguine o del pube, non esitare a contattarci e prenota subito una visita!
BIBLIOGRAFIA
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