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Pubalgia durante la gravidanza: gestione e trattamento
Durante la gravidanza, alcune donne possono sviluppare pubalgia, una condizione dolorosa dovuta ai cambiamenti posturali e ormonali. In questo articolo approfondiamo le cause, i sintomi e i rimedi proposti dai fisioterapisti del nostro Centro di Fisioterapia e Osteopatia a Roma Balduina.
Pubalgia durante la gravidanza: gestione e trattamento
Analizziamo insieme come le future mamme in gravidanza possono trovarsi a far fronte anche tale condizione. Scopriamo le varie strategie di trattamento proposte dal nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina.
• Introduzione
• Cenni anatomo-patologici della pubalgia
• Pubalgia in gravidanza: localizzazione del dolore
• Pubalgia in gravidanza: può essere considerata una red flag?
• Pubalgia in gravidanza: fase del travaglio e del parto
• Pubalgia in gravidanza: gestione e prevenzione
• Pubalgia in gravidanza: strategie di trattamento

Introduzione
Durante i nove mesi di gravidanza, la donna vive un'esperienza unica e speciale. Tuttavia, il corpo subisce numerosi cambiamenti che possono causare alcuni disagi, come mal di schiena, sciatica e pubalgia.
Quest'ultima, sebbene non molto comune, si manifesta principalmente in donne che avevano già prima della gravidanza problematiche o infiammazioni legate ai muscoli che si attaccano al pube, all'articolazione sacro-iliaca o alla sinfisi pubica.
La pubalgia è una condizione spesso riscontrata in atleti, come i calciatori, ma nelle donne in gravidanza tende a comparire soprattutto a partire dal sesto mese, a causa delle modifiche posturali e fisiologiche dovute alla crescita del pancione. Questo disturbo può causare preoccupazione, poiché si localizza nella parte inferiore dell'addome e si irradia verso le gambe, suscitando timori circa possibili effetti negativi sul feto.
Durante la lettura di questo articolo conosceremo ed esamineremo tale condizione durante la gravidanza, concentrandoci in particolare sui rimedi e sugli esercizi più appropriati, proposti da fisioterapisti qualificati come avviene presso il nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina. Buona lettura!
Cenni anatomo-patologici della pubalgia
La pubalgia è un'infiammazione che coinvolge i muscoli che prendono origine dalla sinfisi pubica, come gli adduttori (i muscoli interni alla coscia) e il retto dell'addome. Il sintomo principale di questa condizione è un dolore intenso e trafittivo, localizzato nella parte bassa dell'addome e nel pube. Si tratta di una patologia che deriva da ripetuti microtraumi da sovraccarico, i quali causano microlesioni nei punti di inserzione delle fibre muscolari. Spesso, la pubalgia si manifesta a seguito di sforzi muscolari, che possono verificarsi prima o dopo un'attività sportiva, oppure a causa di contratture, stiramenti o alterazioni posturali.
Pubalgia in gravidanza: localizzazione del dolore
Durante la gravidanza, il corpo della donna subisce vari cambiamenti fisici, biomeccanici e ormonali. L'aumento del peso del pancione determina uno spostamento in avanti del baricentro, con la conseguente retroversione del bacino e un incremento dell'iperlordosi lombare. Inoltre, si verifica un'anteposizione del cingolo scapolare per sostenere il peso della pancia e del seno. Questo comporta un sovraccarico della colonna lombare, che può causare mal di schiena, un disturbo che spesso persiste anche dopo il parto.
A livello ormonale, vengono prodotti diversi ormoni che consentono alla futura mamma un adattamento migliore per ospitare il bambino. La relaxina, prodotta già nel primo trimestre di gravidanza, è un ormone cruciale poiché, insieme al progesterone, prepara i tessuti materni ad accogliere il feto. Nel terzo trimestre, la relaxina svolge un ruolo ancora più significativo, rendendo più elastici i tessuti delle articolazioni, come la sinfisi pubica, per facilitare il passaggio del bambino durante il parto.
Il sovraccarico del pube in gravidanza, dovuto ai cambiamenti posturali e al rilassamento dei tessuti molli su questa zona (più elastici grazie alla relaxina), può provocare sintomi tipici della pubalgia. Il dolore, localizzato, talvolta si irradia anche verso la schiena, diventando un ostacolo per molte attività quotidiane, come: camminare, salire e scendere le scale e muoversi nel letto.
Questa condizione è più comune nelle donne che, prima della gravidanza, soffrivano già di pubalgia o alterazioni posturali. Il dolore tende a intensificarsi nel terzo trimestre, quando l’aumento di peso e volume dell'utero e del bambino esercitano una pressione importante sulla zona. In alcuni casi, il dolore e i sintomi della pubalgia possono derivare anche da una posizione non ideale del feto. In tali situazioni, il ginecologo avrà il compito di intraprendere la terapia più appropriata.
Pubalgia in gravidanza: può essere considerata una red flag?
Anche se durante la gravidanza potresti avvertire dolori legati alla pubalgia, solitamente non c'è motivo di allarmarsi. Questa condizione è un'infiammazione dei muscoli che si inseriscono sul pube, causata da una sollecitazione della sinfisi pubica dovuta all’aumento dell’elasticità muscolare. In genere, non comporta rischi per la salute né per il bambino, e tende a scomparire spontaneamente dopo il parto.
Tuttavia, in alcuni casi, tale condizione può includere altre problematiche. Pertanto, è importante consultare il ginecologo se, oltre al dolore inguinale, si manifestano perdite ematiche, fitte continue nel basso ventre, sensazione di "rottura" delle ossa quando apri le gambe, o dolori acuti localizzati al pube. Questi segni e sintomi potrebbero essere indicatori di aborto spontaneo o una presentazione podalica del feto.
Pubalgia in gravidanza: fase del travaglio e del parto
Il travaglio è la fase che precede il parto, e quindi la nascita del bambino. Si riconosce dalle prime contrazioni, dalla perdita del tappo mucoso e dalla rottura del sacco amniotico, con durata variabile. In questa fase, lo spostamento caudale del bambino, pronto alla nascita, la dilatazione e il rilassamento della sinfisi pubica, con legamenti e muscoli annessi, comportano una certa instabilità del bacino, determinando: pubalgia acuta, dolore al basso ventre e alla schiena.
Tuttavia, la futura mamma potrà stare serena, poiché tutto ciò non comporterà problematiche durante il parto. In effetti, il fastidio causato dalla pubalgia tende a risolversi spontaneamente dopo il parto, in genere nel giro di poco tempo. In alcuni casi, scompare quasi subito, poiché si ha un riposizionamento fisiologico e immediato delle ossa interessate. La durata del recupero dipende da:
- Costituzione fisica della donna
- Condizioni posturali e ormonali
- Stato di salute pre-gravidanza.
Pubalgia in gravidanza: gestione e prevenzione
Per prevenire o ridurre i disagi causati dalla pubalgia durante la gravidanza, possono essere adottate alcune pratiche utili a gestire meglio tale disturbo. Come abbiamo visto, la pubalgia non è una condizione preoccupante per la salute di chi è in procinto di partorire o del futuro nascituro. L'importante è seguire alcuni semplici consigli e prestare attenzione ad alcuni movimenti quotidiani:
• Evita di mantenere a lungo la stessa posizione. Alternando la statica ad alcuni minuti di riposo in posizione seduta, e viceversa;
• Durante le ore di sonno a letto, preferisci la posizione laterale con un cuscino tra le gambe e dietro la schiena, contribuendo a distribuire meglio il peso e la postura;
• Applicare del ghiaccio, circa 15-20 minuti a sessione, per modulare il dolore provato.
• Evita di sollevare pesi eccessivi. Buste della spesa o borse pesanti possono peggiorare il dolore alla zona lombare e inguinale.
• Non accavallare le gambe; ricerca posture simmetriche.
• Indossa calzature comode, con tacco basso, in grado di ammortizzare e sostenere adeguatamente il peso corporeo.
• Quando ti vesti da seduta, evita di caricare il peso su una sola gamba
• Allaccia le scarpe da seduta, piegando una gamba sopra l'altra senza accavallarle e senza flettere in avanti il tratto lombare.
• Quando sali o scendi dall'auto, mantieni le gambe unite evitando movimenti verso l'interno.
• Evita sforzi eccessivi come salire o scendere le scale.
• Partecipa a corsi di ginnastica prenatale per capire i movimenti da evitare ed aiutare il corpo a sostenere il peso del pancione.
Pubalgia in gravidanza: strategie di trattamento
Durante la gravidanza, è fondamentale praticare attività fisica di rinforzo della muscolatura del core stability, come: addome, gambe e schiena. Inoltre, è utile svolgere attività che aiutino a ridurre le tensioni muscolari e psicologiche, come lo yoga.
Nel caso della pubalgia in gravidanza, si consigliano attività come:
- Nuoto;
- Ginnastica prenatale;
- Esercizi delicati e adattati alla persona sotto la supervisione di specialisti, come il fisioterapista;
Il fisioterapista utilizza tecniche di terapia manuale, atti a modulare la sintomatologia pelvico-inguinale, come: movimenti passivi, attivi-assistiti e attivi, mobilizzerà le articolazioni per migliorare la mobilità e allungare i muscoli mediante tecniche di PNF e stretching muscolare.
Di seguito troverai alcuni esercizi utili in caso di pubalgia durante la gravidanza. Sarà compito del fisioterapista guidarti nella scelta degli esercizi più appropriati per il tuo corpo. Oltre all'esercizio fisico, è importante dedicare tempo anche ad esercizi di respirazione fondamentali durante il parto.
Ecco alcuni esercizi che potresti eseguire sia da posizione supina che seduta, quali:
• Sdraiata sul tappetino, piega le ginocchia mantenendo i piedi appoggiati. Lentamente, apri le gambe e fai scivolare le ginocchia verso il pavimento, unendo i piedi. Fai dei movimenti controllati, respirando lentamente. Questo esercizio aiuta ad aprire il bacino e le anche, allungando i muscoli adduttori.
• Sdraiata sul tappetino, con le ginocchia flesse, esegui piccole oscillazioni prima a destra e poi a sinistra con le gambe. Questo movimento rilassa e rinforza muscoli come: adduttori, quadricipiti e ileopsoas.
• Sdraiata sul tappetino, con ginocchia flesse e i piedi appoggiati al pavimento, inserisci tra le ginocchia una palla semi morbida o un cuscino rigido da 8 cm di diametro. Stringi delicatamente la palla per 5 secondi e poi rilasciala, ripetendo l'esercizio. Questo aiuterà a rinforzare i muscoli adduttori.
• Lo stesso esercizio con la palla può essere eseguito posizionando la palla tra le caviglie, con le gambe estese. Stringendo e rilasciando la palla alternando la fase di inspirazione ed espirazione.
• In posizione inginocchiata, simula la posizione del cavaliere e allunga una gamba, prestando attenzione a non fare pressione sul pancione. Inclina il busto in avanti e cerca di toccare la punta del piede con la mano omolaterale.
• Da seduta, divarica le gambe e piega una gamba indietro, facendo in modo che il piede tocchi il bacino. Ripeti l’esercizio con l’altra gamba.
• Sdraiata sul tappetino, solleva le gambe e appoggia le caviglie e i piedi su un pallone di circa 20 cm di diametro. Questo esercizio consente di allungare la catena cinetica posteriore e di modulare il dolore.
L'attività fisica in acqua, come il nuoto o i corsi di ginnastica dolce pre-parto, rappresenta uno degli esercizi migliori in quanto l'assenza di gravità allevia il peso del pancione, riducendo il dolore. I bagni caldi e rilassanti possono essere molto utili per migliorare la sintomatologia dolorosa legata alla pubalgia.
Infine, nei mesi finali della gravidanza, è importante concedersi momenti di riposo e limitare gli sforzi fisici. Cerca di vivere questo periodo nel migliore dei modi possibile, prendendoti cura di te stessa.
Per maggiori informazioni non esitare a contattarci, prenota subito un appuntamento presso il nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina!
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