© 2026 Fisioap | Made with by POI
Pubalgia cronica: dolore inguinale e sintomi associati
La pubalgia è una delle principali sindromi dolorose trattate dai fisioterapisti, molto comune tra sportivi come corridori, calciatori, rugbisti e tennisti. È fondamentale riconoscerne tempestivamente le cause per applicare un trattamento adeguato e prevenire complicazioni gravi.
Pubalgia cronica: dolore inguinale e sintomi associati
Scopriamo insieme come gestire tale condizione presso il nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina.
• Introduzione
• Pubalgia: cos’è?
• Cos’è la pubalgia cronica?
• Pubalgia cronica: cura ed esercizi
• Pubalgia cronica: dolore testicolare
• Pubalgia cronica: trattamento chirurgico
• Pubalgia: prevenzione
• Bibliografia

Introduzione
La pubalgia rappresenta una delle sindromi dolorose più comuni che vengono trattate dai fisioterapisti. Risulta particolarmente frequente tra coloro che svolgono sport da corsa, come: corridori, rugbisti, tennisti, calciatori, frequentatori di palestre e praticanti di atletica leggera.
Pertanto, vista l’elevata incidenza, risulta di fondamentale importanza identificarne tempestivamente le cause per poter applicare il trattamento fisioterapico più adeguato, come svolto presso il Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina. Infatti, se la sintomatologia a livello del pube non venisse trattata e messa in secondo piano potrebbe cronicizzare, obbligando il paziente, nel peggiore dei casi, ad intervento chirurgico nelle fasi avanzate della patologia.
La diagnosi può risultare complessa, tanto che la pubalgia viene spesso considerata più una sindrome che una vera e propria patologia, in quanto è causata da una combinazione di più fattori.
Il professionista medico di riferimento è l'ortopedico, che attraverso una batteria di test clinici mirati, esame palpatorio e l'analisi di indagini diagnostiche come ecografie, radiografie e risonanze magnetiche, è in grado di identificare l’eziologia di tale condizione.
Gli esami radiologici rappresentano il “gold standard” per identificare il quadro clinico qui presentato.
Pubalgia: cos’è?
Il termine pubalgia sta ad indicare una condizione infiammatoria che interessa la zona di inserzione dei muscoli adduttori della coscia (adduttore lungo, adduttore breve, grande adduttore, piccolo adduttore, gracile e pettineo) e dei muscoli addominali. Questo processo è caratterizzato da un dolore localizzato nella zona inguinale, che può estendersi all'addome e alla parte interna della coscia.
Il processo infiammatorio nasce da microtraumi ripetuti e microlesioni ai tendini dei muscoli coinvolti, un fenomeno particolarmente frequente in alcune tipologie di sport, come il calcio, il football e l'hockey, che implicano movimenti rapidi, di torsione o distrazione muscolare.
Anche le donne in gravidanza possono soffrire di pubalgia, a causa dei cambiamenti biomeccanici che il corpo subisce, insieme al rilassamento dei legamenti e dei tendini provocati dall'ormone relaxina, che facilita il passaggio del bambino attraverso il canale del parto. Questo provoca un sovraccarico muscolare sulla sinfisi pubica, con conseguente infiammazione e dolore.
In alcuni casi, è utile che il medico specialista esegua una diagnosi differenziale utilizzando test clinici e tecniche diagnostiche come RX, ecografia o risonanza magnetica, poiché diverse patologie possono presentare sintomi simili, come ad esempio:
• Ernia inguinale
• Coxartrosi
• Malformazioni ossee
• Calcificazioni tendinee
• Patologie urogenitali
La prima indicazione che forniranno i medici oi fisioterapisti in caso di pubalgia sarà quella di interrompere ogni attività fisica. Durante la fase acuta, è fondamentale evitare qualsiasi sforzo fisico, privilegiando il riposo. Spesso, il dolore è così intenso da rendere difficili anche le normali attività quotidiane, come camminare, vestirsi o salire e scendere le scale.
Il periodo di riposo necessario può variare da alcune settimane a diversi mesi, a seconda di vari fattori, come il tipo di persona, la causa scatenante, il tessuto coinvolto e il trattamento ricevuto.
Il paziente affiancherà le sedute di fisioterapia con l'uso di pomate, farmaci e antinfiammatori locali e sistemici, sotto il controllo medico. La pubalgia non deve mai essere sottovalutata, poiché se non trattata tempestivamente può diventare cronica. In questi casi, il dolore diventa molto intenso, impedendo ogni tipo di movimento e persiste anche con l'uso di farmaci.
Cos’è la pubalgia cronica?
La pubalgia si definisce "cronica" quando la sintomatologia persiste per oltre tre mesi. All'interno di questa condizione, si possono distinguere due principali scenari tra i soggetti affetti da pubalgia cronica:
1. Persone che iniziano a percepire il dolore nella zona pubica, ma non essendo intenso, continuano a praticare l'attività fisica, assumendo occasionalmente antinfiammatori per il fastidio. Con il tempo, tali sintomi, diventano sempre più intensi e, oltre al dolore, potrebbe sopraggiungere limitazione funzionale dell'anca. In questa fase, il dolore tende a diffondersi lungo tutta la zona dell’anca. Inoltre, la sintomatologia risulta aspecifica se correlata ad un singolo movimento. Questo accade poiché si acquisisce memoria del dolore cronico a livello corticale, e l'area sintomatica risulta più espansa. A tal proposito parleremo di "processing", un processo in cui i meccanismi del dolore sono stati modificati dal sistema nervoso centrale.
2. Persone che si rivolgono a Centri Fisioterapici che offrono trattamenti costo ridotto, ma che spesso lavorano con bassi standard qualitativi. Se la sintomatologia non viene trattata con tecniche adeguate, in assenza di un programma riabilitativo personalizzato per singolo paziente e i dispositivi utilizzati non risultano tecnologicamente avanzati non può essere garantita l’efficacia terapeutica. Pertanto, c'è il rischio che il dolore persista e cronicizzi. A tal proposito, il paziente, oltre a perdere tempo e denaro inutilmente, vedrà la sua condizione peggiorare.
Pubalgia cronica: cura ed esercizi
Se in esiti di pubalgia cronica qualsiasi movimento che coinvolge l'anca o la flessione del tronco causa la sintomatologia, così come la palpazione in situ, come possiamo interviene per trattare tale condizione?
Secondo la letteratura scientifica, i trattamenti dolorosi non sono sempre consigliati, poiché potrebbero rafforzare la memoria dolorifica a livello centrale nella zona interessata. I fisioterapisti, manualmente, solitamente iniziano con mobilizzazioni passive dell'anca, in assenza di dolore e praticano massaggi funzionali delicati dell'area colpita. Durante la fase iniziale, l'integrazione con i mezzi fisici è cruciale, soprattutto per il loro effetto analgesico e antinfiammatorio. I mezzi fisici più utilizzati, già descritti nel dettaglio in altri nostri articoli, sono:
• Tecarterapia
• Laserterapia ad alta potenza
• Ultrasuoni
• Onde d'urto
• Interix
Attivamente, in fase iniziale si propongono esercizi in posizione ortostatica (in piedi), includendo: flesso-estensioni ed ab-adduzioni dell'anca, sempre entro il range di movimento che non comporta dolore. L'obiettivo è aiutare il sistema nervoso centrale a "ri-mappare" il distretto corporeo, affinché non venga percepito come "a rischio" evitando di innescare il dolore.
Durante il percorso terapeutico, progressivamente si tende ad aumentare l’ampiezza delle mobilizzazioni passive dell’anca e l’intensità degli esercizi attivi. Gli esercizi inizialmente eseguiti in statica eretta per ridurre le tensioni, vengono riproposti in posizione: supina, prona e decubito laterale. Solo dopo che il paziente riesce a gestire questi movimenti, si introducono resistenze elastiche e pesi per aumentare ulteriormente il tono-trofismo muscolare.
In alcuni casi, la pubalgia cronica può essere causata da un'infiammazione del muscolo ileopsoas, non appartenente alla muscolatura adduttoria della coscia o agli addominali, bensì, ha origine dall’ultima vertebra toracica e dalle prime lombari e si inserisce sul piccolo trocantere del femore, collegando la colonna vertebrale all'arto inferiore.
Sarà cura del fisioterapista specializzato identificare e trattare la muscolatura interessata, al fine di ridurre o annullare completamente la sintomatologia algica
Pubalgia cronica: dolore testicolare
In concomitanza alla pubalgia, che determina dolore riferito al pube, si potrebbe manifestare il dolore testicolare. In alcuni casi, il paziente riferisce un dolore iniziale al pube che poi si irradia verso il testicolo, mentre in altri accade il processo inverso. In altre situazioni, il dolore origina in entrambe le zone di interesse.
Essendo un dolore che coinvolge un organo genitale, è fondamentale eseguire tutti gli esami necessari per formulare una diagnosi differenziale. Tra questi vi sono: l'ecocolordoppler testicolare e la visita andrologica. Questi esami non sono dolorosi e consentono di escludere problematiche come il varicocele, che potrebbe essere causa di questa condizione.
Ma cos'è il varicocele?
Il varicocele risulta essere un’alterazione della circolazione venosa del testicolo che, come conseguenza, può comportare riduzione della fertilità. Secondo uno studio del 2016, questa risulta essere una condizione abbastanza comune tra gli uomini, interessando circa il 15% dei sani e raggiungendo il 35% in coloro che presentano infertilità primaria. A tal proposito, esistono delle tecniche chirurgiche mininvasive preposte alla risoluzione della patologia.
Se la visita specialistica dovesse escludere problematiche all'apparato genitale e una valutazione ortopedica conferma l'interesse del sistema muscolo-scheletrico, il paziente potrà iniziare il trattamento riabilitativo presso un centro specializzato, come avviene presso lo studio fisioterapico ed osteopatico a Roma Balduina.
Pubalgia cronica: trattamento chirurgico
Come accade per molte patologie muscolo-scheletriche, anche in queste circostanze l'intervento chirurgico rappresenta l'ultima risorsa. Si ricorre alla chirurgia solo quando il trattamento conservativo fallisce. Poiché la pubalgia può derivare da molteplici cause, molteplici saranno anche le soluzioni chirurgiche. In alcuni casi, l'intervento consiste in una plastica di rinforzo della zona muscolare interessata, come l’addome che risulterà debole. In altri casi, l'intervento prevede una denervazione per annullare definitivamente la sintomatologia algica.
Pubalgia: prevenzione
Sicuramente, chi segue cicli di fisioterapia preventiva riesce a ridurre significativamente il rischio di sviluppare pubalgia. Per tutti gli altri, in particolare gli sportivi che sono i più esposti a questa condizione, è fondamentale eseguire un buon riscaldamento prima di ogni allenamento o competizione, seguito da stretching finale. È importante non ignorare mai i segnali che il nostro corpo trasmette. Pertanto, se si avverte anche un leggero fastidio nella zona pubica, è meglio fare una visita e scoprire che non ci sia nulla di grave.
Se anche tu avverti strani dolori sul pube, non esitare a contattarci e prenota subito una visita fisioterapica presso il nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina!
Bibliografia
Alsaikhan B, Alrabeeah K, Delouya G, Zini A. Epidemiology of varicocele. Asian J Androl. 2016 Mar-Apr;18(2):179-81. doi: 10.4103/1008-682X.172640. PMID: 26763551; PMCID: PMC4770482.
Serafim TT, Oliveira ES, Migliorini F, Maffulli N, Okubo R. Return to sport after conservative versus surgical treatment for pubalgia in athletes: a systematic review. J Orthop Surg Res. 2022 Nov 11;17(1):484. doi: 10.1186/s13018-022-03376-y. PMID: 36369155; PMCID: PMC9652835.
Bisciotti GN, Chamari K, Cena E, Garcia GR, Vuckovic Z, Bisciotti A, Bisciotti A, Zini R, Corsini A, Volpi P. The conservative treatment of longstanding adductor-related groin pain syndrome: a critical and systematic review. Biol Sport. 2021 Mar;38(1):45-63. doi: 10.5114/biolsport.2020.97669. Epub 2020 Aug 5. PMID: 33795914; PMCID: PMC7996386.
Contattaci su Whatsapp